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Alexandre Dumas (1802-1870) è stato uno degli scrittori più popolari e prolifici di tutti i tempi. La sua vita, segnata da eccessi, avventure e un talento inarrestabile, sembra essa stessa uscita dalle pagine di uno dei suoi romanzi.
LE ORIGINI E L'ASCESA
Nato a Villers-Cotterêts, era figlio del generale Thomas-Alexandre Dumas, un uomo di origini haitiane che si distinse nelle armate napoleoniche. Rimasto orfano di padre a soli quattro anni, Alexandre crebbe in povertà, ma la sua determinazione lo portò a Parigi nel 1823. Iniziò come copista per il Duca d'Orléans, ma fu il teatro a regalargli il primo grande successo con il dramma
Enrico III e la sua corte (1829), che lo rese una figura centrale del Romanticismo francese.
L'EPOCA D'ORO E I GRANDI CAPOLAVORI
La vera gloria arrivò con il romanzo d'appendice (feuilleton). Grazie alla collaborazione con Auguste Maquet, Dumas sfornò titoli che sono diventati pilastri dell'immaginario collettivo:
I tre moschettieri (1844): l'apice del romanzo di cappa e spada.
Il Conte di Montecristo (1844-1846): Il racconto definitivo sulla vendetta e la redenzione.
La Regina Margot (1845): Un intreccio magistrale tra storia e finzione.
UNO STILE DI VITA LEGGENDARIO
Dumas non fu solo un autore, ma un vero "personaggio". Guadagnò fortune immense che sperperò in una vita mondana frenetica, viaggi (compresa la partecipazione alla spedizione dei Mille di Garibaldi) e nella costruzione del fastoso Castello di Montecristo. Ebbe innumerevoli amanti e oltre 250 opere firmate a suo nome.
Nonostante le critiche dei contemporanei che lo accusavano di utilizzare troppi "collaboratori", la sua capacità di catturare il lettore con dialoghi brillanti e colpi di scena rimane ineguagliata. Morì nel 1870 e, dal 2002, le sue spoglie riposano al Panthéon di Parigi, accanto a giganti come Victor Hugo e Émile Zola.
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