Analizzando a fondo le tecniche e gli strumenti utilizzati dalle grandi aziende tecnologiche per monetizzare l'attenzione degli utenti, Tim Hwang porta a galla un'evidenza preoccupante: la pubblicità digitale - il cuore pulsante di internet, una mastodontica piazza del mercato che finanzia tutti i servizi che siamo ormai abituati a considerare gratuiti - è a rischio di collasso, un collasso che presenta delle inquietanti somiglianze con la crisi dei mutui del 2008. L'inaffidabilità dei numeri della pubblicità e la difficoltà di attingere a stime comprovate, unite alla progressiva automazione delle aste pubblicitarie sempre più basate sugli algoritmi che non è stata adeguatamente regolamentata (oltre alla basilare evidenza che le pubblicità online, nella maggior parte dei casi, non danno i risultati promessi) hanno portato a una situazione critica: più che in qualsiasi altro momento storico l'attenzione dei consumatori è una merce costosissima ma, proprio come succedeva con i mutui subprime negli anni che hanno preceduto la crisi, il valore reale di quell'attenzione è estremamente, e pericolosamente, sovrastimato. Qualora il mercato dell'advertising online dovesse crollare, l'intera rete internet, fondata attorno ai meccanismi pubblicitari fin dai suoi albori, e tutti i servizi gratuiti che consideriamo ormai essenziali di colpo sarebbero accessibili solo a quanti potranno permettersi di pagarli. Sostenuto da ricerche approfondite, molto convincente e persino allarmante, "La grande bolla dell'attenzione" cambierà il modo di guardare a internet e ai suoi sviluppi futuri, che potrebbero essere meno stabili di quanto pensiamo. Prefazione di Marco Cernevale. Das Urheberrecht an bibliographischen und produktbeschreibenden Daten und an den bereitgestellten Bildern liegt bei Informazioni Editoriali, I.E. S.r.l., oder beim Herausgeber oder demjenigen, der die Genehmigung erteilt hat. Alle Rechte vorbehalten.