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Settimia Spizzichino nacque a Roma il 15 aprile 1921, in una famiglia ebraica. Il 16 ottobre 1943 fu arrestata dai nazisti durante la razzia del Ghetto di Roma e deportata ad Auschwitz insieme alla madre, alle sorelle e alla nipote. Fu l'unica donna tra i 16 sopravvissuti alla razzia. A soli 22 anni venne internata nel campo di Auschwitz, dove fu sottoposta a lavori forzati e a terribili esperimenti medici. Nel 1945 affrontò la marcia della morte e arrivò a Bergen-Belsen, dove fu liberata il 15 aprile, giorno del suo 24° compleanno. Tornata a Roma nel settembre 1945, Settimia dedicò la sua vita a testimoniare gli orrori della Shoah. Morì a Roma il 3 luglio 2000. In suo ricordo sono state intitolate una scuola, un viale e un ponte della capitale.
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